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   Cosa rispondere se ci pongono queste domande. Tnx to imille.org Riduci

Non me ne frega nulla.

Aristotele sosteneva che l'uomo è un'animale politico. Politica è interessarsi di tutto ciò che si ha attorno, e quell'I CARE (che significa "mi interesso", appunto) pronunciato da Don Milani ai suoi ragazzi di Barbiana, da contrapporre al ME NE FREGO di fattura mussoliniana. Fregarsene, nella storia, guardare solo al proprio orticello e disinteressarsi degli altri, ha sempre portato a sanguinose dittature.

Prima vennero per i comunisti/E io non alzai la voce/Perché non ero un comunista.

Poi vennero per i socialdemocratici/E io non alzai la voce/Perché non ero un socialdemocratico.

Poi vennero per i sindacalisti/E io non alzai la voce/Perché non ero un sindacalista.

Poi vennero per gli ebrei/E io non alzai la voce/Perché non ero un ebreo.

Poi vennero per me/E allora non era rimasto più nessuno/Ad alzare la voce.

(Pastore Martin Niemöller, oppositore del regime hitleriano e per questo rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau)

Sei ancora convinto di voler restare a guardare senza far nulla?

 

Ma la politica è uno schifo, sono tutti ladri

Sicuramente lo spettacolo che ha dato e da la politica italiana non è dei migliori. Mortadella e champagne in Senato portati dalle destre per brindare alla caduta del precedente governo, mentre il governatore della Sicilia festeggiava coi cannoli una condanna, son di certo simbolo di una decadenza, del punto più basso forse mai raggiunto dal nostro paese da quando c'è la Repubblica. Una mancanza di morale che si è estesa fino alle istituzioni. Per questo il PD ha voluto darsi un Codice Etico ben definito, che vede nel rispetto dei principi costituzionali il suo fondamento. Un partito pluralista, trasparente, che riconosce i meriti di ognuno. Un partito che non ha paura di pronunciare parole come onestà e responsabilità, che sembravano scomparse dal vocabolario della politica. Un partito contrario a privilegi e logiche clientelari.

Un partito che caccia via i condannati dalle sue file. Un partito nuovo. Se questi sono i presupposti, perché non crederci?

 

Ci sono sempre le stesse facce

La destra presenta lo stesso candidato premier da quasi 15 anni, il PD si presenta come partito davvero nuovo e con un leader innovatore. Un partito che vuole riportare l'entusiasmo per la politica, un partito che per la prima volta include donne e giovani fra i candidati, e lascia ai cittadini la scelta degli stessi tramite il meccanismo delle primarie. Un partito tanto nuovo e innovatore da creare, primo partito al mondo, dei circoli interamente on-line, sfruttando tutte le possibilità democratiche del mezzo internet. E al suo interno il nostro gruppo de iMille, che come i mille garibaldini vogliono cambiare l'italia, ma con quella piccola i che ne evidenzia le capacità e la voglia di interazione e interattività, strizzando l'occhio al futuro. È davvero tutto uguale, o finalmente qualcosa sta cambiando?

 

Io non voto, tanto non cambia nulla

Non è vero. In molti sostengono che l'astensionismo possa in qualche modo mandare un segnale al sistema, ma non è così. Chi vince purtroppo se ne frega del numero di voti con cui vince, e in questa tornata elettorale non votare significa favorire uno schieramento che abbiamo già provato per cinque anni. Uno schieramento succube degli interessi personali del suo leader, appena prosciolto dall'ennesimo processo grazie a una legge fatta da lui stesso mentre era al potere. Uno schieramento che coi vari condoni non ha fatto che incentivare la parte peggiore del paese, la furbizia e l'evasione fiscale. Uno schieramento che ha incentivato la precarietà e aumentato il divario fra ricchi e poveri del paese, coi primi a fare guadagni mentre gli altri non arrivavano più alla fine del mese. Uno schieramento il cui leader ha detto chiaramente che il figlio dell'operaio non può partire con le stesse condizioni del figlio di un imprenditore. Uno schieramento che ha distrutto i conti dello stato, conti che solo grazie al governo Prodi son tornati in ordine, pur a costo del sacrificio nelle tasche di tutti. Montanelli sosteneva: "Quando gli italiani avranno fatto l'esperienza del Berlusconi politico, se ne allontaneranno: sarà come fare il vaccino, si creeranno gli anticorpi contro una tal politica". Vogliamo forse dargli torto?

 

Almeno la destra è durata 5 anni

La durata non è necessariamente una virtù. Anche una grave malattia può durare per anni, ma non per questo è piacevole. E comunque anche Berlusconi ha dovuto fare due diversi governi e vari rimpasti, per i litigi della sua coalizione. Alla fine del loro mandato, inoltre, prima che le elezioni proclamassero vincente la sinistra, quella destra ha prodotto una legge elettorale che è stata definita una "porcata" dal suo stesso autore, al solo scopo di rendere ingovernabile il paese e poter tornare presto al potere. Una legge del genere mostra con evidenza quanto stia loro a cuore il bene della nazione, e quanto invece la loro poltrona. Vogliamo che ritornino a sedercisi sopra?

 

La sinistra è stata al governo e ha saputo solo litigare. Perché dovrei votarla?

Questo è in parte vero. A causa della legge elettorale, la sinistra è stata costretta a costruire una coalizione tanto eterogenea da risultare, di fatto, ingovernabile. Per questo il PD, anche a costo di perdere le elezioni, ha deciso di presentarsi da solo, e di dare così una svolta innovativa alla politica italiana in senso bipolarista, per far allineare la nostra democrazia a tutte le maggiori democrazie del mondo, affinché partitini minuscoli non vengano più a ricattare col loro piccolo voto e per i loro personalistici interessi una nazione intera. Votare PD significa credere che anche il nostro paese possa vedere in un futuro l'alternarsi di due grandi partiti, uno di stampo riformista e uno di stampo conservatore, che con idee differenti puntino entrambi al bene del paese, come succede negli Stati Uniti e nel resto d'Europa. Vogliamo continuare a vivere nel nostro medioevo di interessi personali e corporativi?

 

In ogni caso, in due anni di governo la sinistra ha solo messo nuove tasse

Nulla di più falso, anche se la propaganda berlusconiana (non dimentichiamo il suo controllo sulle reti televisive) non ha fatto che sostenere il contrario.

Tralasciamo il fatto che bisogna sempre ricordare quali servizi "compriamo" con le nostre tasse (Sanità e Scuola pubblica, tanto per dirne due, son diritti conquistati col sangue dei nostri padri, e dovremmo diffidare da chi con la scusa delle tasse vuole smantellarli; si pagheranno meno tasse, poi, ma molto di più per aver garantite salute e istruzione, senza per questo migliorare i servizi, se consideriamo che, ad esempio, nelle statistiche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità il nostro paese sta al secondo posto, dietro la Francia. Qualche euro in meno di tasse valgono davvero quanto queste conquiste democratiche?).

Le tasse, comunque, non sono diminuite per riportare in sesto i conti pubblici, ma si era già pronti a distribuire il famoso "tesoretto" recuperato grazie a una incessante lotta all'evasione fiscale. Pagare tutti avrebbe significato pagare meno, finalmente, dopo tante promesse berlusconiane mai mantenute, tranne nel dare vantaggi fiscali alle sue aziende personali. I titoli Mediaset sono già in rialzo, dopo la caduta del governo Prodi. Vogliamo che continuino a salire a nostre spese?

 

Ma in due anni di governo la sinistra cosa ha fatto?

Il Financial Times, uno dei più autorevoli giornali nel mondo, e di certo non politicamente schierato, sostiene:

"Malgrado l'incubo aritmetico al senato, il governo Prodi si è comportato in maniera sorprendentemente buona durante i suoi 20 mesi. L'evasione fiscale è stata drasticamente ridotta, e un deficit di bilancio pari al 4,4% del pil lasciatogli dal precedente governo Berlusconi è stato tagliato a circa il 2%. Il trend ascendente del debito pubblico è stato invertito. Benché la crescita sia stata fiacca, la disoccupazione è al livello più basso degli ultimi 15 anni, sotto l'8%. Benché Berlusconi abbia portato un benvenuto grado di stabilità restando in carica per l'intera legislatura, quello è stato l'unico risultato conseguito. Il suo governo non riuscì a realizzare alcuna rilevante riforma economica e permise alle finanze pubbliche di deteriorarsi gravemente. La sua agenda fu dominata dai suoi interessi personali e sfruttò il controllo del suo impero mediatico. Il suo comportamento erratico gli alienò la maggior parte dei partner europei" (23 gennaio 2008)

A tutto questo possiamo aggiungere altre grandi e piccole manovre: 

  • le due leggi Finanziarie che pur nelle ristrettezze economiche han saputo tenere in piedi il paese, introducendo misure a favore delle imprese e dei lavoratori come la riduzione del cuneo fiscale o l'abbassamento dell'IRES e dell'IRAP
  • le liberalizzazioni, come quella farmaceutica, che permettono un abbassamento dei prezzi dovuto alla concorrenza
  • i piccoli vantaggi, come l'abbattimento dei costi di ricarica sui telefonini
  • gli obblighi di trasparenza e le norme in difesa dei consumatori, come quella di indicare il prezzo tasse comprese nei biglietti aerei o l'introduzione della class action, che permetterà cause collettive contro le aziende al fine di risparmiare sulle spese legali
  • la riforma del Welfare, che ha ripreso la strada della concertazione riuscendo a venire incontro a tutte le parti sociali, dai sindacati a Confindustria 
  • le misure per i giovani, come quelle per limitare il lavoro precario o le nuove norme sugli affitti
  • le misure per gli anziani, come l'adeguamento delle pensioni in base all'inflazione
  • il blocco di riforme oscene approvate nel quinquennio passato, come quella Moratti sulla scuola, e il reintegro del sistema di merito nelle superiori e nelle Università
  • le serie politiche sull'immigrazione, che hanno abbandonato la strada xenofoba intrapresa dal precedente governo riuscendo al contempo a limitare l'ingresso degli irregolari nel nostro paese
  • le politiche ambientali che incentivano, fra le altre cose, rottamazione (non solo per le auto, anche per frigoriferi e caldaie), ristrutturazione al fine di risparmio energetico e pannelli solari 
  • l'impegno per l'abbattimento dei costi della politica, per un risparmio totale compreso fra il 40% e il 60% rispetto alle spese attuali
  • la chiusura di contratti nazionali con categorie, come i metalmeccanici, che erano in lotta da anni

Non dimentichiamo, inoltre, un prestigio ritrovato dall'Italia a livello internazionale, dopo anni di politica estera fatta a colpi di corna e battute razziste. Un ritrovato ruolo dell'Italia nel campo della mediazione e della Pace, come nei casi dell'intervento in Libano (di cui detiene il comando), del ritiro dall'Iraq e della promozione della moratoria contro la Pena di Morte. La crescita dell'export italiano ( 15%), al più alto livello in Europa, mostra questa ritrovata credibilità del paese.

Tutto questo in soli due anni. Certo, si poteva fare di più, ma si era ostaggio di mille partitini, che han portato anche alla caduta prematura del governo. Ma la strada intrapresa era certamente quella giusta, e presentandosi da soli la si potrà percorrere con ancora maggior decisione. Perché interromperla?

 

Mi sono convinto. Cosa posso fare?

Intanto non smettere mai di informarti in modo critico, stando ben attento a non cadere nella propaganda tanto ben ingegnata dalle televisioni ma anche da tanti predicatori che promuovendo astensionismo e liste civiche non faranno che aprire nuovamente la strada a Berlusconi. Poi, se sei veramente convinto, prova a convincere anche i tuoi amici, o magari collabora scrivendoci o telefonandoci. Da soli questa nostra voglia di cambiamento resterà solo un sogno, ma se inizieremo a sognare insieme sarà una nuova realtà che comincia.

 
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